martedì 2 ottobre 2012

La "dose" di un cosmetico e il reale valore degli estratti vegetali nei cosmetici naturali

Dopo oltre un mese di assenza torno a scrivere sul blog. Purtroppo vari impegni di lavoro mi hanno portato via il tempo necessario per continuare ad informare e discutere di cosmesi naturale. Tuttavia, vi è stato il tempo sufficiente per riflettere su alcune problematiche che sono ad oggi estremamente discusse ed attuali: il problema della "dose" di un prodotto cosmetico e il reale valore degli estratti vegetali presenti in un cosmetico. Purtroppo la normativa non è chiara sulla questione. Quante volte ho letto oppure ho sentito dire, ma quando e soprattutto quanto prodotto devo usare? Nella rete si trovano blog dove addirittura si danno consigli strani del tipo: per la crema anti-rughe va bene un cucchiaino da caffè!! Intendiamoci, non avendo indicazioni in merito, la gente purtroppo si arrangia e magari spesso sbaglia. Vero è anche, che il più delle volte si compra "acqua", quindi magari, il rischio dovuto all'uso di un cucchiaio piuttosto che di un cucchiaino è minimo, ma è anche altrettanto vero, che, in diversi casi, si può avere tra le mani un prodotto che magari, sia per il tipo di composizione, che per il tipo di categoria cosmetica, qualche dubbio sul quantitativo giusto da usare deve generarlo. Battute e bufale cosmetiche a parte, non vi è nessun obbligo per il produttore di indicare la "dose", che comunque resta sempre qualcosa di soggettivo, che dipende da svariati fattori, quali, oltre al tipo e alla composizione del cosmetico stesso, il tipo di pelle, la frequenza di utilizzo, etc.. In linea di principio i prodotti concentrati, ricchi in oli vegetali, possono essere utilizzati in dose minima, dove per dose minima si può intendere una dose stile "burrocacao", magari più volte al giorno nei casi di estrema secchezza cutanea. Ma dietro queste reali e oggettive difficoltà, si cavalca facilmente e senza alcun problema, la possibilità di non fornire informazioni estremamente importanti, quali ad esempio il reale quantitativo di principi attivi degli estratti vegetali in esso presenti. Facciamo un esempio molto semplice. Abbiamo acquistato una lozione contenente un estratto delle foglie di rosmarino che in etichetta viene riportato con il nome INCI "Rosmarinus Officinalis Extract", la domanda da porsi adesso è: Che tipo di estratto è?? Quanto è concentrato?? A parte la posizione dell'INCI nella lista degli ingredienti che ci può dare una idea del quantitativo usato nel cosmetico, alle altre domande non saremo mai in grado di rispondere! Chiaramente non si pretende di conoscere nè il metodo di preparazione dell'estratto nè magari la composizione relativa dei diversi principi attivi, ma almeno avere una indicazione sulla concentrazione della parte vegetale, questa dovrebbe essere una informazione giusta da dare al consumatore. Comunque la spinta che viene dai consumatori consapevoli e l'evoluzione normativa del settore degli ultimi anni, ci fanno ben sperare per il futuro.

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